Florence Queer Festival 2010 – a Pisa

2010, Arcigay Pisa, Arcilesbica Pisa, Florence Queer Festival
Florence Queer Festival

Florence Queer Festival 2010

Comunicare Plurale

2010, Arcigay Pisa, Ireos
Comunicare Plurale

Volontari per l'integrazione delle diverse identità sessuali e di genere

Comunicare Plurale

Volontari per l'integrazione delle diverse identità sessuali e di genere

1979-2009 Pisa, trent’anni della prima marcia gay

1979, Movimento lgbt in Toscana

[da Il Tirreno - 23/11/2009]
Il racconto di Alessandro Chiti
La prima manifestazione autorizzata di gay, lesbiche e trans fu organizzata a Pisa nel novembre del ‘79, dopo una serie di aggressioni contro gli omosessuali. Fu la prima marcia nazionale voluta per condannare la violenza e le discriminazioni. Sfilarono in corteo i rappresentanti del mondo Glbt, ma anche esponenti delle associazioni politiche e civili che – senza essere invitati – si unirono al colorato serpentone attraverso la città. Fu un evento, racconta Alessandro Chiti, uno degli organizzatori, in prima fila allora e oggi. A trenta anni di distanza è nato un comitato “Pisa ‘79″ per raccogliere la memoria di quel giorno ed esporre in una mostra le immagini e i documenti ritrovati. Flash di un tempo che trenta anni fa fecero sì scandalo, ma che segnarono indubbiamente una svolta. Pisa celebra l’evento con una serie di inizitivative patrocinate da Comune, Provincia e Regione. Oltre alla mostra che diventerà itinerante (dal 25 al 28 novembre alla biblioteca Comunale), un convegno sabato 28 novembre e due feste serali a Pisa e a Lucca di Alessia Ripani

[testimonianza audio con foto su Il Tirreno online]

Manifestazione a Pisa contro la violenza antiomosessuale

1979, Movimento lgbt in Toscana
novembre 2009

Clubbing - novembre 2009

l’articolo è pubblicato dalla rivista Clubbing free gay magazine

Giornata Mondiale contro l’Omo/Lesbo/Transfobia

2009, Arcilesbica Firenze, Associazione Transgenere, Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford, Ireos
locandina

Giornata Mondiale contro l

17 Maggio 2009
Giornata Mondiale contro l’OmoLesboTransfobia
ore 19.00 c/o IREOS Via de’Serragli 3

Incontro aperitivo
con Vera Ricci, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBT: La questione “matrimoni gay” alla Corte costituzionale

Ricorderemo la morte di Gianna Parenti, scomparsa lunedì 11 maggio, attraverso la testimonianza che ha voluto lasciare al Movimento LGBT all’interno del libro “Tra le Rose e le Viole” curato da Porpora Marcasciano, in occasione dellaGiornata Mondiale contro l’Omofobia.

A seguire proiezione del documentario Homo fobicus di Francesco Chiodelli

L’Avvocatura per i diritti LGBT è stata fondata su inziativa di tre avvocati Saveria Ricci, Francesco Bilotta e Antonio Rotelli, per rispondere al bisogno di informazione e di diffusione della cultura e del rispetto dei diritti delle persone omosessuali nel nostro Paese.

Promuove la costituzione di una Rete di avvocati su tutto il territorio nazionale che si occupano della tutela giudiziaria delle persone omosessuali.
La rete è stata chiamata Rete Lenford per ricordare il barbaro omicidio di un avvocato jamaicano impegnato nel rispetto e nella lotta per i diritti delle persone sieropositive.

La questione “matrimoni gay” alla Corte costituzionale
L’ufficiale dello stato civile del Comune di Venezia, con provvedimento del 3 luglio 2008, rifiutava di procedere alla pubblicazione degli atti di matrimonio dei ricorrenti, nubendi dello stesso sesso, sul presupposto che tale richiesta fosse contraria all?ordine pubblico interno in quanto l?istituto del matrimonio, nell’ordinamento giuridico italiano, è inequivocabilmente incentrato sulla diversità di sesso dei coniugi e che la diversità di sesso costituisce presupposto indispensabile, requisito fondamentale per la fattispecie del matrimonio. Avverso tale provvedimento proponevano ricorso i ricorrenti chiedendo al Tribunale adito in via principale di ordinare all?ufficiale dello Stato civile del comune di Venezia di procedere alla pubblicazione del matrimonio rifiutata e, in via subordinata, di sollevare la questione di legittimità costituzionale ?previa positiva valutazione della rilevanza e non manifesta fondatezza ‘degli artt. 107, 108, 143 bis e 156 bis c.c. rispetto agli artt. 2, 3 10 comma 2, 13, 29 Cost., rimettendo gli atti alla Corte costituzionale. In relazione a tale procedimento il Tribunale di Venezia, con provvedimento del 4 aprile 2009, sospendeva il giudizio tra le parti e rimetteva la questione di legittimità costituzionale alla Corte costituzionale.

Homo fobicus di Francesco Chiodelli (2008)
Homo fobicus è un docu-film. A dire il vero sarebbe in tutto e per tutto un documentario sull’omofobia a Bergamo, ma noi preferiamo aggiungerci pure il termine film per consolarci, perché quello che nel cortometraggio si sente avremmo preferito non fosse vero, ma fosse soltanto una recita di cattivo gusto. Ed invece L’omosessualità è una malattia mentale» «Mi fanno schifo» «Dovrebbero vergognarsi» «Queste qui sono tutte perversità » «Se faranno il gaypride a Bergamo porterò le molotov» sono solo alcune delle dichiarazioni registrate.
12 minuti di interviste di una violenza verbale raccapricciante, di un odio omofobo palpabile.
Nessuna intenzione da parte nostra di costruire un sondaggio statisticamente ponderato o di trarre veloci generalizzazioni, ma semplicemente di produrre uno spaccato, certamente parziale e sicuramente arbitrario, della realtà bergamasca.
Ciò nonostante le interviste parlano da sole, e fossero anche espressione di un’esigua minoranza (la sensazione che abbiamo purtroppo è div ersa…) la gravità non cambierebbe.

A fronte di tanto odio, però, Homo fobicus propone anche la sensatezza, la gentilezza, la voglia di lottare per i propri diritti attraverso le parole del variegato mondo GLBT grazie alle interviste a Luca Trentini, Sergio Mazzoleni e Gianluca Archetti (Arcigay Orlando Brescia), Gloria Sosta (associazione Lily Elbe), Rita de Santis (Agedo), Giulia Lorenzi (Arcilesbica xx Bergamo), Corinna e Federico, Nichi Vendola (presidente Regione Puglia)e, nei minuti finali, anche la speranza di una breccia culturale che si sta aprendo anche nella società civile attraverso le parole della gente comune che, per strada, invece, si è dichiarata contro le discriminazioni e per il riconoscimento di tutti i diritti finora negati a gay, lesbiche e transessuali.